L’uomo della strada, quando sente nominare parole come «esoterismo», «spiritualità» o «iniziazione», vi associa normalmente immagini abbastanza oniriche, tendenzialmente legate al dominio dell’irrazionale e del fantastico. Grattando un po’ la crosta, però, non è difficile scoprire, sia nella letteratura che si occupa di tali argomenti, sia nei gruppi umani che – con gli approcci più diversi – aspirerebbero alla loro applicazione «pratica», una visione del mondo piuttosto diversa, molto più prosaica, nella quale le dispute per accertare la legittimità di una determinata filiazione o la titolarità di un patrimonio rituale tengono un posto non indifferente.

Per sollevare massi particolarmente pesanti, gli antichi muratori utilizzavano uno strumento chiamato in inglese lewis e in francese louve [in italiano ulivella]. Questo strumento è descritto nella Massoneria simbolica come composto dall’assemblaggio di alcuni pezzi di metallo 1 incastrati in una Pietra cubica.

 

Per rappresentarsi un’ulivella, occorre rifarsi alle tecniche utilizzate nell’antica muratoria. Ci si serve di un particolare scalpello chiamato in francese ciseau à louver, per scavare la superficie del blocco e creare un trou de louve, ossia una cavità di forma svasata, più stretta al suo orifizio che nel fondo.

(Nota Introduttiva)

 

Il Manuel maçonnique ou Tuileur des divers Rites maçonniques pratiqués en France, più comunemente chiamato dai Massoni Tuileur de Vuillaume, ebbe due sole edizioni: la prima nel 1820 e la seconda nel 1830, divenute entrambe introvabili; è quest’ultima a essere stata ripresa in versione fac-simile nel 1975 dalle Edizioni Dervy-Livres di Parigi, ed essere utilizzata da Denys Roman come base delle sue riflessioni. Questa riedizione era attesa. Benché l’opera contenga il marchio di errori sulla Massoneria comuni nel corso del secolo XIX, D. Roman la ritiene il «capolavoro» di Vuillaume, dal momento che in essa viene ripristinato il senso originale di numerosi elementi rituali, con l’aiuto di una prefazione di Jean Tourniac, tanto più singolare, nel suo orientamento massonico, se si pensa che il suo autore apparteneva al Regime Scozzese Rettificato, Rito molto diverso dallo Scozzesismo che Vuillaume praticava di preferenza.

In fin dei conti, la foggia dell’animo umano è tale, che lo si cattura molto più con la finzione che con la verità.

Erasmo, Elogio della Follia, 45.

Ancora nel trentennio conclusivo dell’Ottocento, il mondo occidentale si trovò a subire i contraccolpi di un estremo rigurgito del passato: il fantasma della demonizzazione, riesumato al fine di colpire questa volta la Massoneria. Contro questa forma iniziatica, l’unica a essere rimasta d’altronde visibilmente operante nell’intero Occidente, fu sferrato un attacco di vaste proporzioni da parte dei più alti rappresentanti dell’exoterismo cattolico, nel pio desiderio di contrastare così l’azione riformatrice che a quei tempi le forze vive della società esercitavano sul potere temporale di Roma;

Nei nostri contemporanei, adulti, è generalmente indebolita, se non del tutto atrofizzata, quella curiosità naturale che i bambini manifestano durante i primi anni di vita, quando con le loro insistenti domande cercano di «darsi una ragione» del mondo che li circonda 1 . In questo articolo non vogliamo cercarne i motivi bensì esaminare qualche conseguenza per chi aspira a intraprendere un percorso iniziatico, come quello massonico, o per chi, dopo avervi avuto accesso, si trova in una «fase di stallo».