Per sollevare massi particolarmente pesanti, gli antichi muratori utilizzavano uno strumento chiamato in inglese lewis e in francese louve [in italiano ulivella]. Questo strumento è descritto nella Massoneria simbolica come composto dall’assemblaggio di alcuni pezzi di metallo 1 incastrati in una Pietra cubica.

 

Per rappresentarsi un’ulivella, occorre rifarsi alle tecniche utilizzate nell’antica muratoria. Ci si serve di un particolare scalpello chiamato in francese ciseau à louver, per scavare la superficie del blocco e creare un trou de louve, ossia una cavità di forma svasata, più stretta al suo orifizio che nel fondo.

In fin dei conti, la foggia dell’animo umano è tale, che lo si cattura molto più con la finzione che con la verità.

Erasmo, Elogio della Follia, 45.

Ancora nel trentennio conclusivo dell’Ottocento, il mondo occidentale si trovò a subire i contraccolpi di un estremo rigurgito del passato: il fantasma della demonizzazione, riesumato al fine di colpire questa volta la Massoneria. Contro questa forma iniziatica, l’unica a essere rimasta d’altronde visibilmente operante nell’intero Occidente, fu sferrato un attacco di vaste proporzioni da parte dei più alti rappresentanti dell’exoterismo cattolico, nel pio desiderio di contrastare così l’azione riformatrice che a quei tempi le forze vive della società esercitavano sul potere temporale di Roma;

L’espressione «figli della Vedova» è ben nota in Massoneria. Essa si riferisce, in generale, all’insieme di coloro che hanno avuto accesso all’iniziazione massonica, i quali risultano così accomunati da tale caratteristica peculiare. Il che dovrebbe rendere evidente il genere di «fratellanza» che lega tra loro gli iniziati, purché, com’è ovvio, si abbia una qualche idea di cosa rappresenti la «Vedova» in questione.

Un rinnovato interesse nei confronti della figura di Wolfgang Amadeus Mozart, recentemente amplificato dai media in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della nascita del compositore, ha favorito la pubblicazione di numerosi studi biografici e musicologici, volti a evidenziarne aspetti anche meno noti della vita e dell’opera.

 

Tuttavia, l’oggettiva difficoltà nel trattare quanto è afferente all’ambito dell’esoterismo, anche solo sul piano teorico, sovente non disgiunta da una certa ostilità nei confronti della dimensione massonica, ha purtroppo condizionato tanta parte di quei contributi: pure laddove non fosse manifesto l’intento di relegare in secondo piano la formazione di Mozart nell’esperienza libero-muratória, il senso iniziatico della sua produzione artistica è stato perlopiù considerato come summa di nozioni apprese dall’esterno e gioco intellettualistico, quando non tentativo di supplire, per ragioni sociali o comunque contingenti, a necessità di carattere esclusivamente individuale.

È idea comunemente accettata, nel mondo profano ma anche fra molti Massoni, che gli Antichi Doveri dei costruttori medievali nulla possano dirci sulla presenza di una dottrina, di un metodo e di regole di ammissione di carattere iniziatico nelle confraternite operative.

Da tale constatazione alcuni pretendono di trarre la conclusione che tali organizzazioni fossero delle associazioni di carattere puramente corporativo, ritenendo che l’assenza di documenti e rituali scritti sia indice sufficiente per escludere il loro carattere iniziatico.