G. Testanera
La Lettera G n.12 - 2010
In viaggio verso dove?
Il tema del «viaggio iniziatico» è altrettanto ampio quanto quello della «via iniziatica», essendo l’uno e l’altra, in realtà, una sola e identica cosa vista da prospettive differenti. Nell’abbordare questo argomento rinunciamo quindi da subito e di buon grado a ogni pretesa di sistematicità e completezza, in generale comunque poco consone a questioni di carattere esoterico, ritenendo più utile limitarci a sviluppare qualche breve considerazione di carattere rituale sul tema del viaggio nella Libera Muratoria. La prima e più immediata associazione è quella che riguarda le «prove» contenute nei rituali d’iniziazione al grado di Apprendista, attraverso le quali il recipiendario viene purificato per mezzo di Terra, Aria, Acqua e Fuoco prima di giungere al momento del Fiat Lux che sancirà il suo passaggio «dalle tenebre alla luce» 1 . Le ultime tre di tali prove si presentano esplicitamente come veri e propri «viaggi» prefiguranti il lavoro interiore dell’iniziato, a cui è richiesto di liberarsi gradualmente da tutte le «scorie» che costituiscono la sua zavorra profana, dapprima le più grossolane e poi, via via, le più sottili e insidiose. Ma anche la prima prova, ovvero quella del Gabinetto di Riflessione, in corrispondenza analogica con l’elemento Terra 2 , può essere considerata un viaggio, dal momento che è al suo interno che si attua quella «discesa agli Inferi» che si colloca tra la morte iniziatica e la «seconda nascita», discesa nel corso della quale l’essere dovrà esaurire definitivamente certe sue possibilità inferiori che renderebbero altrimenti impossibile il seguito del suo percorso 3 .
A proposito della «discesa agli Inferi», René Guénon ha sottolineato il rapporto tra il labirinto di Creta raffigurato sulle porte dell’antro della Sibilla cumana e la prova iniziatica costituita dal viaggio nel mondo sotterraneo cui tale antro dà accesso, un viaggio al termine del quale gli eletti potranno finalmente vedere la «luce» iniziatica 4 . Ma tale analogia non può essere considerata un’identità: infatti, dal momento che è proprio nella caverna sotterranea che si compie la «discesa agli Inferi», il labirinto raffigurato sulle sue porte non può che rappresentare una fase del «viaggio» precedente a ciò che nell’iniziazione massonica è rappresentato dal Gabinetto di Riflessione, ovvero quel percorso nelle «tenebre esteriori» che l’aspirante compie prima di giungere alle porte del Tempio.
Quest’ultima osservazione non è priva di riflessi eminentemente pratici: infatti capita, purtroppo, che il percorso di «probazione» degli aspiranti all’iniziazione muratoria venga considerato da alcuni alla stregua di una mera prassi burocratica, da accelerare e facilitare il più possibile. Una tale attitudine, ci sembra, risulta in primo luogo del tutto incompatibile con la necessità di un’adeguata riflessione sull’importanza dell’impegno che l’aspirante si prepara ad assumere, riflessione che, opportunamente indirizzata da chi si assume l’onere della presentazione e della «tegolatura», dovrebbe invece condurre il postulante a una purificazione preliminare dagli aspetti più evidentemente incompatibili con la via cui chiede di accedere. Va ricordato che tale purificazione preliminare trova un preciso equivalente rituale nella cosiddetta «spoliazione dei metalli» che, collocandosi in un momento anteriore all’ingresso nel Gabinetto di Riflessione, dovrebbe corrispondere, nel simbolismo che abbiamo ora illustrato, al percorso nel labirinto esteriore 5 .
Inoltre non si può ignorare che ogni forma di lassismo nei confronti dei «bussanti» contrasta con l’ovvia esigenza di difesa di ogni organizzazione iniziatica contro le infiltrazioni di elementi non qualificati: e a questo proposito si potrebbe osservare che il labirinto svolge anche una ben nota funzione di difesa, in questo caso più propriamente di «selezione», impedendo l’accesso al «luogo sacro» di coloro che non abbiano la lucidità e la costanza necessarie per non smarrirsi lungo la strada o tornare sui propri passi. Sminuire l’importanza di tale «viaggio» preliminare, o facilitarlo oltre misura, significa quindi aprire le porte della «discesa agli Inferi» anche a elementi non qualificati, suggestionabili o squilibrati, con il rischio che tale «discesa» si trasformi in una vera e propria «caduta nel pantano», per usare un’espressione simbolica tratta dai Misteri di Eleusi, ovvero, in altri termini, in uno sprofondare tout court nelle possibilità inferiori dell’ambito psichico, con esiti potenzialmente disastrosi sia per la vittima di una tale imprudenza sia per l’organizzazione che se ne rende responsabile.
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Gli aspetti relativi alla purificazione, per quanto importanti, non possono farci dimenticare gli usi degli Antichi Massoni operativi, per i quali il viaggio iniziatico era anche strumento di estensione e affinamento delle cognizioni artistiche e scientifiche necessarie alla pratica del mestiere. Ovviamente non si tratta più, per i Massoni speculativi d’oggi, di viaggiare di cantiere in cantiere per apprendere nuove tecniche o istruirsi da Maestri particolarmente qualificati; tuttavia l’istruirsi viaggiando è ancor oggi regola nel Compagnonaggio francese, ove l’Apprendista che voglia passare Compagno deve, prima di essere ammesso a provare la propria perizia con la realizzazione del suo Capolavoro, percorrere il Tour de France secondo gli antichi costumi del suo Dovere. Il valore iniziatico di tale metodo di apprendimento è ancor oggi ben testimoniato dalla descrizione del Tour de France che compare sul sito Internet di un’associazione compagnonica francese: «Il Tour de France è il Simbolo della Ricerca, del passaggio dal Molteplice all’Uno, del “ritorno” della Materia allo Spirito, delle molteplici tappe sulla via della Realizzazione, dell’Incarnazione dello Spirito nella Materia… per coloro che ne sono capaci… Per gli altri, è una scuola per conoscere e approfondire ciò che sono i loro mestieri e gli esseri umani».
Della prospettiva che abbiamo sopra descritto permangono echi riconoscibili nei cinque viaggi compiuti nell’iniziazione al grado di Compagno nel la Massoneria latina: in essi, dopo aver imparato a padroneggiare i propri sensi e a sviluppare la capacità di discernimento del senso interno, si viene invitati a viaggiare per assimilare le diverse Arti e Scienze, sforzandosi di comprenderne l’unità dissimulata dalle apparenze, rappresentata simbolicamente dalla lettera G.
Nei principali rituali della Massoneria anglosassone, che non prevedono i viaggi di Compagno, i riferimenti ai sensi, alle Arti e alle Scienze sono inseriti nella spiegazione della scala curva di tre, cinque e sette gradini che conduce alla Camera di Mezzo: si tratta semplicemente di un modo diverso per esprimere lo stesso concetto di graduale affinamento delle proprie conoscenze attraverso il viaggio, che in questo caso è verticale invece che orizzontale. Anche nelle Lectures della Massoneria inglese viene richiamata la necessità di viaggiare per conoscere, seppure con una differenza abbastanza significativa tra il grado di Apprendista e quello di Compagno: se infatti nel primo è molto chiaro il riferimento al viaggio compiuto dallo stesso Apprendista da Occidente a Oriente alla ricerca del sapere 6 , nel secondo è detto che gli antenati dei Massoni odierni viaggiarono verso Oriente per diffondere poi in Occidente le cognizioni acquisite 7 .
Nella leggenda del grado di Maestro si trova poi un viaggio, quello alla ricerca delle spoglie di Hiram, in diretta relazione con il segreto più «centrale» della Massoneria: quello della Parola perduta 8 . La circostanza che tale ricerca sia compiuta nelle modalità più diverse ma sempre spaziando per i quattro punti cardinali, non può non ricordare l’ingiunzione massonica di «non porre limiti alla ricerca della Verità »: di fatto, però, in particolare nelle Lectures inglesi, la ricerca dei segreti dei Liberi Muratori è invece descritta come un viaggio con una precisa direzione, come nel caso in cui è detto che il Maestro Massone deve viaggiare da Oriente a Occidente per ritrovare ciò che è perduto, ovvero gli autentici segreti del suo grado 9 . Ciò risulta specialmente illogico nella formulazione che viene fornita da una delle più antiche «divulgazioni» di rituali massonici, il Masonry Dissected di Prichard, del 1730, ove si afferma che il Maestro Massone si reca dall’Oriente all’Occidente per cercare la Parola di Maestro, che un tempo era perduta e ora è stata ritrovata 10 . Ora, come sottolinea Harry Carr 11 , non appare a prima vista chiaro perché viaggiare per cercare ciò che è già stato trovato 12 : cosicché sembrerebbe più coerente la formulazione contenuta nel Catéchisme des Francs-Maçons del 1744, dove il viaggio da Oriente a Occidente viene compiuto per «diffondere la luce» 13 . Tuttavia nel Duncan’s Masonic Ritual and Monitor troviamo esattamente l’indicazione opposta, ancora con riferimento alla ricerca della Parola perduta 14 , e anche nel rituale italiano di Farina il senso del viaggio è il medesimo, sebbene per una diversa finalità 15 .
Ma, forse, l’incoerenza apparente di tali spiegazioni può essere risolta, come spesso accade, sforzandosi di penetrare al di là della formulazione letterale che le differenzia per comprendere cosa possa rappresentare, in realtà, il viaggio iniziatico intrapreso dal Maestro Massone.
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In un precedente articolo di questa rivista 16 si è fatto cenno all’espressione, propria della Massoneria anglosassone, «viaggiare in terre straniere» («to travel in foreign countries»), sottolineando come, in un passaggio della corrispondenza di R. Guénon, queste «terre straniere» designassero «altri mondi», stati che si trovano al di là della sfera sensibile, ai quali l’iniziazione massonica poteva dare accesso. Poiché pensiamo che questa espressione possa suonare inconsueta ai massoni di lingua italiana, e la relativa spiegazione essere giudicata altrettanto insolita da questi e da tutti gli altri, non pare inutile aggiungere qualche riflessione sul tema.
Possiamo innanzitutto notare come in essa si trovino uniti i due significati della parola latina peregrinus: «viaggiatore» e «straniero». R. Guénon ha fatto cenno a un «significato segreto dei pellegrinaggi, riferito alle peregrinazioni degli iniziati, i cui itinerari, d’altronde, spesso coincidevano in realtà con quelli dei comuni pellegrini, con i quali potevano così confondersi esteriormente, tanto da poter dissimulare meglio le vere ragioni dei loro viaggi. Del resto, a questo proposito, occorre anche tenere conto della ubicazione dei luoghi di pellegrinaggio, la quale, come per i santuari dell’antichità, ha un valore esoterico; ciò è in diretta relazione con quello che abbiamo chiamato “geografia sacra”, e dev’essere accostato a quanto abbiamo scritto a proposito dei Compagnoni e degli Zingari» 17 .
Nel Duncan’s la capacità di «viaggiare in terre straniere» viene definita come primo motivo per diventare Maestro Massone e collegata alla possibilità di ricevere la «paga da Maestro» 18 . Ciò è direttamente collegato al significato esoterico del «viaggio in Terra Santa», ovvero al simbolico cammino che l’iniziato percorre attraverso le differenti modalità dello stato umano per giungere al proprio «luogo centrale», immagine microcosmica del Paradiso terrestre 19 , ove, nel linguaggio massonico, si trova la Parola perduta 20 .
In altri termini, questo «luogo centrale» dell’uomo s’identifica con la «residenza» dell’«uomo vero», lo «stato primordiale» che rappresenta, nel piano del nostro mondo, il punto unico che rimane fisso e invariabile durante tutte le rivoluzioni della «ruota del divenire»: è il «punto al centro del cerchio» 21 , e chi si è stabilito in esso «non può più errare», come affermano i rituali inglesi, perché è giunto al termine del suo pellegrinaggio. Si può anche affermare, seguendo i rituali francesi, che solo colui che si colloca da tale punto di vista, né orientale né occidentale, ha «riunito ciò che è sparso» e può veramente svolgere il compito di «diffondere la luce».
Fatte queste premesse non dovrebbe essere difficile comprendere il vero significato del viaggio da Oriente a Occidente del Maestro Massone alla ricerca della Parola perduta, poiché, come viene chiaramente affermato nel rituale Emulation, tale viaggio ha come meta proprio tale «punto al centro del cerchio» 22 . D’altro lato tale figura è notoriamente considerata, da tempi assai remoti, come simbolo del Sole, che nell’ordine fisico è realmente il Centro o il «Cuore del Mondo»: cosicché anche i rituali che considerano il viaggio da Occidente a Oriente, ovvero nella direzione del Sole nascente, rimandano in realtà al medesimo simbolismo «centrale». Ma il simbolismo del viaggio «solare» si ritrova anche, sebbene in una forma differente, nel rituale del Cavaliere di Heredom di Kilwinning dell’Ordine Reale di Scozia 23 , dove la ricerca della Parola perduta viene effettuata percorrendo il tragitto del Sole, da Oriente a Occidente e da Settentrione a Meridione 24 .
E, in effetti, se da un certo punto di vista il Maestro Massone, al termine del suo viaggio, è identificato con il punto fisso attorno al quale si muove tutto ciò che appartiene al suo stato di esistenza, per un altro verso egli s’identifica con il Sole, il Viaggiatore supremo 25 , colui che con il suo Occhio spazia nella visione di tutte le cose. Chi sia in grado di porsi da questa prospettiva, non solo in senso semplicemente «speculativo», non è più un pellegrino che viaggia per purificarsi, perfezionare la sua conoscenza o realizzare lo stato di Uomo vero: è piuttosto, a tutti gli effetti, uno straniero, poiché la sua patria non è più di «questo mondo». Morto a ogni idea di «io» e «mio», egli è ormai ciò che la tradizione indù chiama sannyâsin e l’esoterismo islamico faqîr 26 . Come il Figlio dell’Uomo «non ha dove posare il capo», anche se la sua forma apparente dimostra il contrario; come i veri Rosacroce, non appartiene ad alcuna organizzazione rivestita di forme esteriormente identificabili, eppure la sua invisibile influenza si dispiega dappertutto. Egli può ormai viaggiare senza limitazioni nelle «terre straniere», ma anche tornare a rivestire l’abito del sedentario quando le circostanze lo richiedono, perché ormai è affrancato dall’illusione che lega gli uomini ordinari al loro servile destino e ha acquisito, in senso effettivo e non solo teorico, la libertà di passare il ponte che lo unisce all’integralità del suo essere. E, con ciò, ha conquistato la facoltà di muoversi ovunque in piena libertà, avendo realizzato la divisa che tutelava le antiche e immutabili prerogative dei Massoni operativi, e che ancor oggi ricorda a ogni Libero Muratore la natura più profonda del ruolo che sarà chiamato a ricoprire, al termine del suo viaggio: L.D.P.
- Il contatto con gli elementi, costituenti incorruttibili di tutte le cose, serve a consentire all’iniziato di raggiungere il grado di purezza necessario per poter ricevere la «luce» iniziatica, in virtù del principio secondo il quale la mente assume la forma degli oggetti che percepisce, così come la luce prende quella degli oggetti che illumina o il metallo fuso quella degli stampi in cui è versato. Cfr. Panchadasi, IV, 29. ↩
- Osserviamo di sfuggita che l’ordine delle prove iniziatiche massoniche nei più diffusi rituali scozzesi attuali (Terra, Aria, Acqua e Fuoco) differisce sia da quella che potremmo chiamare una sequenza di «riassorbimento»(Terra, Acqua, Fuoco e Aria,), inversa rispetto a quella di produzione, sia da quella che considera gli elementi ordinati dal più «tamasico» al più «sattwico» (Terra, Acqua, Aria e Fuoco – cfr., in questo numero, R. Guénon, «La teoria indù dei cinque elementi»), e riproduce, all’inverso, la genesi degli elementi secondo la concezione alchemica che vede il Fuoco, elemento attivo o maschile, agire sull’Acqua, elemento passivo o femminile, per produrre l’Aria e la Terra. Tuttavia dobbiamo rilevare che esistono anche rituali nei quali l’ordine di esecuzione delle prove iniziatiche (Terra, Acqua, Aria e Fuoco) è precisamente l’inverso di quello «gerarchico», il che esprime la necessità di condurre l’opera di sgrossamento dal più «spesso» al più «sottile». ↩
- All’estremo opposto, il Fiat Lux che segue le prove iniziatiche potrà invece essere posto in relazione con l’Etere, o quintessenza, in corrispondenza analogica con il suono e, in questo contesto, collocato in particolare rapporto con il Verbo, o Parola divina, la vibrazione iniziale in virtù della quale le possibilità spirituali dell’essere iniziano a organizzarsi, passando dallo stato di pura potenzialità caotica a quello di una virtualità che il lavoro iniziatico dovrà tradurre in atto (cfr. R. Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, Luni Editrice, Milano 1996, capp. XLVI e XLVII). ↩
- Cfr. R. Guénon, Simboli della Scienza sacra, Adelphi, Milano 1975, cap. XXIX. Come vedremo meglio più avanti, da un altro punto di vista il labirinto rappresenta l’intero percorso della via, e il suo centro una immagine o un riflesso del vero «Centro del Mondo»; perciò, anche in ambito exoterico, i labirinti presenti in alcune Cattedrali medievali sono chiamati «via di Gerusalemme», e il loro percorso è considerato sostitutivo del pellegrinaggio in Terrasanta (cfr. ibid., cap. LXVI e Il Re del Mondo, Adelphi, Milano 1977, cap. XI). ↩
- Si può a questo proposito osservare che la fase di sacralizzazione di chi si prepara ai riti del pellegrinaggio islamico comporta la spoliazione da qualunque abito in contrasto con lo stato di semplicità e purezza primordiale, e originariamente prevedeva la proibizione d’indossare qualunque oggetto metallico. Anche in questo caso si tratta di una «purificazione» preliminare rispetto all’ingresso nel «luogo sacro», che potrà essere intesa in senso exoterico o esoterico a seconda del punto di vista di chi compie il rito. ↩
- «D – Come Massone, da dove provenite? R – Dall’Occidente. D – Verso dove vi dirigete? R – Verso l’Oriente. D – Per quale motivo lasciate l’Occidente per dirigervi all’Oriente? R – Per cercare un Maestro, e ottenere da lui istruzione». ↩
- «D – Avete mai viaggiato? R – I miei antenati lo hanno fatto. D – Dove hanno viaggiato? R – Verso l’Oriente e verso l’Occidente. D – Qual era l’oggetto dei loro viaggi? R – Hanno viaggiato verso l’Oriente in cerca d’istruzione, e verso l’Occidente per diffondere la conoscenza ottenuta». ↩
- In alcuni rituali re Salomone raccomanda ai cercatori di verificare se tale Parola, o una chiave che possa svelarla, si trovi nei pressi del cadavere del Maestro. ↩
- «D – Come Maestro Massone, da dove provenite? R – Dall’Oriente. D – Verso dove vi dirigete? R – Verso l’Occidente. D – Per quale motivo lasciate l’Oriente per dirigervi all’Occidente? R – Per cercare ciò che era perduto e che, grazie alla vostra istruzione e al nostro lavoro, speriamo di ritrovare. D – Che cosa è stato perduto? R – Gli autentici segreti di un M. M.». ↩
- «Es. – (…) da dove provenite? R – Dall’Oriente. Es. – Verso dove vi dirigete? R – Verso l’Occidente. Es. – Cosa andate a fare in quel luogo? R – A cercare ciò che era perduto e che ora è ritrovato. Es. – Che cosa era stato perduto, e ora è ritrovato? R – La Parola del Maestro Massone». ↩
- Cfr. H. Carr, The Freemason at Work, edizione privata, Londra 1977, cap. CLXXIX. ↩
- A questo proposito va tuttavia ricordato quanto affermava R. Guénon: «in realtà, la “parola ritrovata” è sempre una nuova “parola sostituita” e, per quanto abbiamo esposto in precedenza, è facile comprendere come non possa essere diversamente, poiché la vera “parola” è rigorosamente incomunicabile» (R. Guénon, «Parola perduta e parole sostituite», in «La Lettera G» n. 3, Equinozio d’Autunno 2005). Accenniamo di sfuggita al fatto che la ricerca a Occidente della vera «Parola perduta» potrebbe essere in rapporto col fatto che, nella Massoneria operativa, i tre Gran Maestri del VII grado sedevano a Occidente (cfr. T. Carr, Il Rituale dei Liberi Muratori Operativi, in «La Lettera G» n. 3, cit.). ↩
- D – Come viaggia l’Apprendista? R – Da Occidente a Oriente. D –Perché? R – Per cercare la Luce. (…) D – Come viaggia il Maestro? R – Da Oriente a Occidente. D – Perché? R – Per diffondere la Luce. ↩
- «M.V. – Avete mai viaggiato? P.S. – Sì, ho viaggiato; dall’Occidente all’Oriente, e successivamente dall’Oriente all’Occidente. (…) M.V. – Perché avete lasciato l’Occidente per dirigervi all’Oriente? P.S. – Per cercare ciò che era perduto. M.V. – A cosa vi riferite, Fratello? P.S. – Alla parola di Maestro». ↩
- D – Rispett. M∴Sorv∴, dove siete stato? R – All’Occidente, Venerabilissimo. D – Dove andate? R – All’Oriente. D – Per quale motivo andate all’Oriente? R – Per trovare una L∴ di Maestro. ↩
- Cfr. F. Peregrino, «Il rito della “Catena d’unione”», in «La Lettera G» n. 2, Equinozio di Primavera 2005. ↩
- Cfr. R. Guénon, Sull’esoterismo cristiano, Luni Editrice, Milano 2004, cap. IV. Anche «A proposito dei pellegrinaggi», in «Rivista di Studi Tradizionali» n. 54-55, 1981. ↩
- «M.V. (…) – Fratello Primo Sorvegliante, all’apertura di questa Loggia mi avete informato che siete un Maestro Massone. Che cosa vi ha indotto a divenire un Maestro Massone? P.S. – Il fatto di poter viaggiare in paesi stranieri, lavorare e ricevere la paga da Maestro, essendo così maggiormente in grado di sostenere me stesso e la mia famiglia, e di contribuire al soccorso dei Maestri Massoni indigenti meritevoli, delle loro vedove e dei loro orfani». ↩
- Del resto la stessa locuzione usata per designare il Tempio in terzo grado, Camera di Mezzo, esprime un richiamo esplicito alla situazione centrale del Paradiso terrestre rispetto al nostro mondo. ↩
- Per usare le parole di R. Guénon, «il pellegrinaggio è precisamente una delle figurazioni dell’iniziazione, di modo che il “pellegrinaggio in Terra Santa” è, in senso esoterico, la stessa cosa della “ricerca della Parola perduta” o della “cerca del Santo Graal”» (Sull’esoterismo cristiano, cit., cap. III). ↩
- Cfr. G. Testanera, «The point within a circle», in «La Lettera G» n. 1, Equinozio d’Autunno 2004. ↩
- «M.V. – Fratello Secondo Sorvegliante (…) da dove venite? S.S. – Dall’Oriente. M.V. – Fratello Primo Sorvegliante, verso dove siete diretto? P.S. – Verso l’Occidente. M.V. – Per quale motivo lasciate l’Oriente per dirigervi all’Occidente? S.S. – Per cercare ciò che era perduto e che, grazie alla vostra istruzione e al nostro lavoro, speriamo di ritrovare. M.V. – Che cosa è stato perduto? P.S. – Gli autentici segreti di un Maestro Massone. M.V. – Come sono stati perduti? S.S. – A causa della morte prematura del nostro Maestro, Hiram Abif. M.V. – Dove sperate di trovarli? P.S. – Al Centro. M.V. – Che cos’è il Centro? S.S. – Il punto al centro di un cerchio, dal quale ogni parte della circonferenza è equidistante. M.V. – Perché al Centro? P.S. – Perché è il punto a partire dal quale un Maestro Massone non può errare. M.V. – Vi assisteremo nel riparare a tale perdita e che il Cielo possa favorire l’unione dei nostri sforzi». ↩
- «Tirshatha – Benvenuto, tre volte benvenuto di cuore, Rispettabile e Onorato Fratello, che cosa cercate? SGG – Una Parola che è stata perduta e che, grazie al vostro aiuto, spero di ritrovare. Tirshatha – Viaggerete? SGG – Viaggerò. Tutti, in piedi – Viaggeremo dall’Oriente all’Occidente, dal Nord al Sud, finché non troveremo quella Parola». ↩
- Si noti, a questo proposito, che a dare l’ultima risposta, riportata nella nota precedente, non è il Sorvegliante ma l’insieme di tutto il Capitolo, ovvero la collettività di coloro che, nella simbologia del grado, sono ritenuti aver ritrovato la Parola perduta. ↩
- Cfr. A. K. Coomaraswamy, «Il Cammino del pellegrino», in «Rivista di Studi Tradizionali» n. 96-97, 2003. ↩
- Cfr. R. Guénon, Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo, Adelphi, Milano 1993, cap. IV. ↩
